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Franz Sacher

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Franz Sacher (Vienna, 19 dicembre 1816 – Baden, 11 marzo 1907) è stato un pasticciere austriaco, noto soprattutto per aver ideato la celebre torta Sacher.
Erede di una ricca famiglia di albergatori di origine ebraica e giovane panettiere di corte, nel 1832 Klemens von Metternich gli chiese di preparare un dolce per un ospite speciale, dato che il pasticciere di corte era in quel momento malato. L'appena sedicenne apprendista cuoco aguzzò l'ingegno e realizzò uno dei dolci più famosi della storia, e pare che Metternich dopo aver assaggiato la "Sacher" abbia esultato.
La torta è composta da biscotto leggero al cioccolato con un taglio centrale di confettura di albicocche, ricoperto con glassa al cacao e cioccolato. Tradizionalmente viene accompagnata da panna acida semimontata o da un cappuccino perché molti viennesi considerano la Sacher-Torte troppo asciutta.
Daniel Peter, l'inventore di una particolare macchina impastatrice per dolci e il primo creatore del cioccolato al latte, rivendicò come sua la Sacher-Torte e iniziò contro Franz Sacher e i suoi nipoti una lunga disputa giudiziaria, che si concluse solo nel 1875 con la vittoria della famiglia Sacher. L'anno seguente Franz Sacher, divenuto ormai ricco, abbandonò le cucine per aprire a Vienna l'Hotel Sacher, che gestì fino alla morte insieme al figlio Eduard.


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Imagawayaki

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L'Imagawayaki (今川焼き) è un dessert giapponese. Si trova spesso in vendita nei banchi dei matsuri ed è consumato abitualmente anche a Taiwan (dove prende il nome di chēlún bǐng 車輪餅 o hóngdòu bǐng 紅豆餅). Viene preparato mettendo della pastella in una particolare padella — simile alla piastra per la preparazione dei waffle — e farcito con anko secondo la ricetta tradizionale. Con il tempo si sono diffuse molte varianti che prevedono un'ampia varietà di ripieni: crema alla vaniglia, creme e confetture di frutta, curry, carne, verdura, patate e maionese.
Gli imagawayaki sono simili ai dorayaki, ma questi ultimi sono composti da due pancake tra i quali viene inserito il ripieno dopo la cottura e spesso vengono serviti freddi.
Questi dolci furono venduti per la prima volta nei pressi del ponte Imagawabashi a Kanda nell'era An'ei (anni 1772 - 1781) del periodo Edo; il nome imagawayaki per indicare i dolci nasce in questa occasione.

I vari nomi degli imagawayaki

Gli imagawayaki assumono vari nomi che variano a seconda delle zone di produzione, delle ditte che li vendono o del periodo storico:

Per area geografica

  • Ōban-yaki (大判焼き) — utilizzato prevalentemente nel Kansai
  • Kaiten-yaki (回転焼き) o Kaiten manjū (回転饅頭) — utilizzato prevalentemente nel Kansai e nel Kyūshū
  • Nijū-yaki (二重焼き)
  • Koban-yaki (小判焼き)
  • Gishi-yaki (義士焼き)
  • Tomoe-yaki (巴焼き)
  • Taiko-yaki (太鼓焼き) o Taiko manjū (太鼓饅頭)
  • Bunka-yaki (文化焼き)
  • Taishō-yaki (大正焼き)
  • Jiyū-yaki (自由焼き)
  • Fūfu manjū (夫婦饅頭) o Fū man (フーマン)
  • Oyaki (おやき) — usato in alcune località della Prefettura di Aomori e in Hokkaidō; differisce dallo "oyaki" che si trova nella Prefettura di Nagano perché quest'ultimo è uno gnocco di grano saraceno fermentato
  • Kintsuba (きんつば) — usato in alcune località della Prefettura di Niigata e della Prefettura di Fukushima



Per produttore

  • Gozasōrō (御座候) — è il nome assegnato al dolce dalla Gozasōrō, società fondata nel 1950 a Himeji. Il nome deriva da un'espressione arcaica che significa "grazie per l'acquisto".
  • Higiri-yaki (ひぎりやき) — è il nome assegnato al dolce dalla Sawai Honpo, società della Prefettura di Ehime. Il nome prende origine dall'Higiri jizō che si trova nei pressi della stazione Matsuyama a Ehime.

Storici e non più usati

  • Fukkō-yaki (復興焼き lett. "gli yaki della ricostruzione") — in una canzone scritta per celebrare la ricostruzione seguente il Grande terremoto del Kantō del 1923 si afferma che gli imagawayaki presero il nome di fukkōyaki..

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Sata andagi

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I sata andagi (サーターアンダーギー Sātā andāgī) sono dei dolci di pastella fritti, simili ai doughnut (o ai Portoghesi malasada), tipici della prefettura giapponese di Okinawa. Sono anche abbastanza diffusi alle Hawaii, a volte conosciuti semplicemente come andagi. Gli andagi tradizionali di Okinawa sono fatti mischiando farina, zucchero e uova. Gli ingredienti sono amalgamati in forma di piccole palle, che vengono quindi fritte.
Saataa vuol dire "zucchero", mentre andaagii deriva da "fritto nell'olio" ("olio" (anda) + "fritto" (agii)) nella lingua di Okinawa (satō ed abura-age in giapponese). Sono anche conosciuti come saataa andagii e saataa anragii.
Come la maggior parte dalla pasticceria delle Isole Ryukyu, le tecniche per realizzarli derivano da una combinazione delle tecniche giapponesi e quelle cinesi, sebbene altre fonti dicano che si tratta semplicemente della derivazione di un piatto cinese.

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Torta degli ebrei

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La torta degli ebrei (in dialetto finalese: tibùia), chiamata anche sfogliata (sfuiàda) è una torta salata millefoglie tipica di Finale Emilia, in provincia di Modena.
Nonostante le origini e il nome, la pietanza non rientra nella cucina kashèr per la presenza di strutto di maiale negli ingredienti (la religione ebraica vieta il consumo di prodotti suini).

Storia

I primi ebrei giunsero a Finale Emilia nel 1541, espulsi dalla Spagna a seguito del decreto dell'Alhambra emanato dai re cattolici Isabella di Castiglia e Ferdinando II di Aragona. Secondo ricerche storiche, presso l'archivio di stato di Modena è presente una denuncia del 1626 in cui un tale Giacomo Bertancini, durante il soggiorno in prigione, aveva rubato ad un ebreo una "torta grassa" e aveva osato mangiarla in tempo di Quaresima. Peraltro, risale al 1627 la realizzazione del cimitero ebraico di Finale Emilia.
La ricetta della torta salata rimase custodita dalla comunità israelitica di Finale Emilia fino all'unità d'Italia: infatti nel 1861 un ebreo chiamato Mandolino Rimini, figlio di Aronne, decise di convertirsi al cristianesimo, scegliendo il nome Giuseppe Maria Alfonso Alinovi. Egli venne ripudiato dalla comunità ebraica e, per vendicarsi di ciò, decise di rendere nota questa pietanza alla comunità finalese, vendendola con successo lungo i portici di Santa Caterina (attuale corso Giuseppe Mazzini). Sostiuendo poi il grasso d'oca con lo strutto di maiale, si assicurò anche che i propri ex correligionari non potessero mangiare il suo prodotto.

Preparazione

La preparazione della torta degli ebrei prevede l'impasto di farina, acqua e sale, fatto riposare per un'ora. L'ammasso viene poi tagliato in sei pezzi uguali, ognuno dei quali viene tirato a sfoglia fine. La pasta viene unta con strutto di maiale (in alternativa: grasso d'oca o margarina vegetale) e poi ripiegata otto volte e lasciata riposare. Questa procedura viene ripetuta quattro volte per ogni panetto: alla fine se ne ricavano sei strati sottili che sono adagiati uno ad uno, con molto formaggio Parmigiano-Reggiano grattugiato fra loro, in una teglia imburrata. Lo sfoglia superiore viene incisa a griglia e cosparsa di fiocchi di burro. La torta salata viene infine cotta e dorata in forno a 200° gradi per 30 minuti.
La torta degli ebrei può essere gustata calda, accompagnata da un cicchetto di anicione (andsòn), tipico liquore di Finale Emilia.

Riconoscimento

La sfogliata o torta degli ebrei è inserita nell'elenco dei prodotti agroalimentari tradizionali della regione Emilia-Romagna.
Nel 2004 la Camera di Commercio di Modena ha inserito la sfogliata di Finale Emilia nell'elenco dei prodotti tutelati dal marchio "Tradizione e sapori di Modena"
Dal 1994 l'amministrazione comunale di Finale Emilia organizza la tradizionale "Festa della Sfogliata" che si tiene durante la festività dell'8 dicembre. Durante la manifestazione è possibile assaggiare la sfogliata anche nella originale con grasso d'oca.

Ricette simili

La torta degli ebrei di Finale Emilia è simile ad altre pietanze di origine israelitica della zona, come le buricche di Ferrara (che derivano, anche per il nome, dal noto börek turco) e le chizze di Reggio Emilia: in entrambi i casi, però, la pasta millefoglie viene piegata a tortello e farcita con vari ingredienti.


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Wafer

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Il wafer (o fru fru) è un biscotto, formato da due o più cialde sovrapposte e inframezzate da uno strato di cioccolato, crema o altri ingredienti. Le cialde vengono preparate con farina, uova, burro e lievito cucinati in appositi stampi che conferiscono sottigliezza e imprimono il disegno alla superficie del biscotto.

Storia

Il nome potrebbe derivare dall'antico inglese waba, che indicava il nido delle api: di fatto, la superficie del biscotto è stampata con una sorta di reticolo che ricorda appunto l'alveare. Conosciuto già nel XV secolo in tutta Europa dove era stato portato dai cialdonai inglesi.
Vennero prodotti per la prima volta su scala industriale con il nome di Neapolitaner wafer ("wafer di Napoli") dall'azienda austriaca Manner nel 1898.
Il termine Neapolitaner wafer deriva dall'utilizzo di nocciole napoletane (più precisamente di Avella) per la preparazione della farcitura.


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Zuppa inglese

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Ingredienti

Per 10 persone:
  • 4 tuorli d'uovo
  • 4 cucchiai di zucchero
  • 1/2 l di latte
  • 4 lame (di coltello) di farina
  • una scorza di limone
  • un pacco di savoiardi
  • caffè o alchermes a piacere

Procedimento

Sbattere in una pentola i tuorli con lo zucchero; aggiungere poco per volta la farina, il latte e il limone.
Mettere sul fuoco a fiamma bassa mescolando continuamente fin quando non si addensa.
Versare la crema in un piatto foderato di savoiardi imbevuti di caffè o alchermes a piacere.

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Yogurt gelato

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Lo yogurt gelato (anche frozen yogurt, froyo, frogurt o congurt) è un dolce congelato a base di o contenente yogurt o altri prodotti caseari. È simile al gelato, ma con più basso contenuto di grassi (dovuto all'uso di latte, invece di panna) e un po' più aspro.

Storia

Anche se lo yogurt gelato è stato prodotto fin da almeno gli anni Settanta, esso non è divenuto particolarmente popolare fino agli anni Ottanta. Quando fu introdotto come sana alternativa al gelato tradizionale, era molto diverso dagli yogurt gelati di oggi. I consumatori si lamentavano del sapore acre e della consistenza, simili allo yogurt magro. I produttori cominciarono quindi a lavorare ad una ricetta che i consumatori potessero apprezzare. Ben presto lo yogurt gelato ebbe un ritorno negli anni Ottanta (grazie anche alla storica azienda italiana PreGel che nel 1985 riuscì ad elaborare la ricetta del primo gelato al sapore di yogurt) e raggiunse vendite di 25 milioni di dollari nel 1986. Agli inizi degli anni Novanta, lo yogurt gelato costituiva il 10% del mercato dessert.

Produzione

Lo yogurt gelato di solito consiste in solidi del latte, materia grassa del latte, coltura di yogurt, edulcorante, gelatina, sciroppo di mais, coloranti e aromatizzanti. La materia grassa del latte rappresenta circa il 0,5-6% dello yogurt. Aggiunta in quantità inversamente proporzionali alla quantità di solidi del latte, la materia grassa del latte conferisce ricchezza allo yogurt. I solidi del latte costituiscono l'8-14% del volume del yogurt, fornendo lattosio per la dolcezza e proteine per la morbidezza e una maggiore resistenza allo scioglimento.
Zucchero di canna o di barbabietola rappresenta circa il 15-17% degli ingredienti dello yogurt. Oltre ad aggiungere dolcezza, lo zucchero aumenta il volume degli ingredienti solidi nello yogurt, migliorando massa e consistenza. Gelatine animali e vegetali stabilizzano lo yogurt. Stabilizzatori riducono la cristallizzazione e ostacolare lo scioglimento in modo che lo yogurt gelato mantenga una buona consistenza indipendentemente dal trattamento o da variazioni di temperatura.
Lo yogurt gelato può essere fatto in una macchina da gelato, ma di solito le grandi imprese hanno linee di produzione specificamente dedicate alla produzione di yogurt gelati. I prodotti caseari e la gelatina sono combinati e omogeneizzati e poi raffreddati a 90 gradi Fahrenheit (32 gradi Celsius). A questa temperatura, la coltura di yogurt viene aggiunta e la miscela viene raffreddata a 40 gradi Fahrenheit (4 gradi Celsius). Una volta che ha raggiunto la temperatura e la viscosità desiderate, lo yogurt viene lasciato a riposare in vasche di maturazione per un periodo massimo di quattro ore.
Edulcoranti, coloranti, aromi sono quindi aggiunti e la miscela di yogurt viene raffreddata tra 20 e 28 gradi Fahrenheit (tra -6 e -2 gradi Celsius). Al fine di creare maggior volume e consistenza, dell'aria viene incorporata nello yogurt mentre la miscela viene agitata. Quando una quantità sufficiente di aria è stata incorporata nel prodotto, lo yogurt viene rapidamente congelato per prevenire la formazione di grandi cristalli di ghiaccio e conservato in un luogo freddo per la spedizione.

Usi

Lo yogurt gelato è divenuto di uso simile al gelato ed è servito in una grande varietà di gusti e stili. Molte aziende permettono ai clienti la possibilità di aggiungere vari condimenti o di ordinare i loro yogurt gelati in coppette o coni. Alcuni venditori offrono anche varietà senza zucchero. Yogurt gelato prodotti da Red Mango, Pinkberry e Yogorino sono di solito più aspri e vicini alla ricetta originale. Nel mercato attuale lo yogurt gelato viene venduto in negozi chiamati "yogurteria", un settore commerciale in graduale espansione.
Questi negozi non usano tutti lo stesso metodo di produzione ma si distinguono in almeno due categorie (di non facile comprensione per il consumatore): una usa lo yogurt fresco come base per produrre il gelato, quindi non pastorizzando l'elaborato garantisce i fermenti lattici vivi in esso contenuti e l'assenza di lattosio se non vi è stato aggiunto il latte; l'altra utilizza latte a lunga conservazione o in polvere aromatizzandolo con acido citrico, che funge anche da conservante, e a volte aggiungendo dei fermenti liofilizzati che conferiscono quel sapore acido dello yogurt pur rimanendo l'elaborato un surrogato dello yogurt, perché in contrasto con le direttive nazionali e comunitarie in materia di yogurt, che peraltro non garantisce l'assenza di lattosio.

Curiosità

La versione 2.2 del sistema operativo Android, Froyo, prende il nome dallo yogurt gelato.

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