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Nutella cookies



I Biscotti di Pasta Frolla con Nutella sono un'idea gustosa per iniziare con energia la tua giornata.
Questa ricetta unisce la bontà della Nutella alla facilità della pasta frolla così da ottenere degli squisiti biscotti da conservare per le situazioni più diverse. Per la prima colazione innanzitutto ma anche per un elegante tè.
Prova poi a dargli una bella forma tondeggiante: il risultato sarà ancor più di soddisfazione. E che dire del ripieno? Una vera...sorpresa!
Puoi presentare questi biscotti spolverizzati con lo zucchero a velo o con del cacao. Oppure puoi incartarli con della carta trasparente e un nastro colorato e regalarli a qualcuno (raddoppia però le dosi, così potrai gustarti quelli che avanzano...).

 
INGREDIENTI

- 100 gr. Farina
- 1 pizzico Sale
- 50 gr. Burro
- 40 gr. Zucchero a Velo
- 1 Tuorlo
- Nutella qb.



COME PREPARARE i Biscotti di Pasta Frolla con Nutella
  1. Prepara la pasta frolla con le dosi indicate qui sopra.
  2. Stendi l'impasto, su un piano infarinato dopo averlo lasciato riposare in frigorifero.
  3. Ritaglia con un bicchiere dei dischi di circa 5mm di altezza.
  4. Metti un cucchiaio di Nutella al centro di ogni dischetto.
  5. Copri con un altro disco e sigilla i lati con i rebbi di una forchetta.
  6. Metti i biscotti su una teglia coperta di carta da forno.
  7. Inforna a 180° per 12 minuti.



I MIEI CONSIGLI
  • Servi questi biscotti spolverizzati con dello zucchero a velo oppure decorati con ciuffetti di panna montata.
  • La cottura dipende molto da forno a forno, presta attenzione e tirali fuori quando saranno leggermente dorati.
  • Come alternativa puoi farcire questi biscotti anche con la marmellata o la crema pasticcera se non ami la nutella.


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Kinder fetta al latte!!




Per l'impasto:
3 uova, 125 ml di panna fresca, 125 g di zucchero, 125 g di farina 00, 1/2 bustina di lievito per dolci, 40 g di cacao amaro.


Per la farcitura:
125 ml di panna fresca, 250 g di mascarpone, 40 g di miele.


Procedimento:
Sbattere le uova con lo zucchero, aggiungere la panna fresca liquida e mescolare, unire la farina con il lievito e il cacao setacciato poco per volta, fino ad amalgamare bene il tutto.
Stendere l'impasto su una placca da forno, piuttosto grande, foderata di carta forno, livellando uno strato uniforme.
Cuocere per 20 minuti a 180 gradi (controllare spesso perchè si brucia subito).
Nel frattempo, per la farcitura, montare a neve la panna fredda, a parte mescolare bene il mascarpone con il miele, poi incorporare la panna montata, mescolando delicatamente.
Dividere a metà la base di torta e farcire una metà, spalmando uno bello strato di crema. Richiudere con l' altra metà e mettere nel freezer per almeno 4 ore..


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Pasticciotto

pasticciotti leccesi mignon


Il pasticciotto è un dolce tipico della zona del Salento in Puglia, composto da pasta frolla farcita di crema pasticcera e cotto in forno.
La nascita del pasticciotto risale almeno all'inizio del Settecento, e da allora ad oggi sono state proposte tante varianti a questo dolce che ha contribuito a rendere famosa la tipica cucina salentina. Spennellato di albume d'uovo prima della cottura in forno, il pasticciotto raggiunge la sua tipica doratura ambrata e lucida. Va consumato ancora caldo per rendere al palato tutte le migliori peculiarità del suo sapore: il profumo della crema e la consistenza della pasta frolla appena sfornata.
La tradizionalità del prodotto è assicurata dalla provenienza locale delle materie prime e dal metodo di produzione che avviene secondo tradizioni familiari che ne conservano tutte le caratteristiche qualitative. È tipica abitudine dei salentini consumare questo dolce appena sfornato e ancora caldo durante le prime ore della giornata per la prima colazione.


Varianti

Oltre ad essere preparato nella sua classica forma di un piccolo tortino ovale, esiste anche nella forma di una torta rotonda, la torta pasticciotto che è molto simile alla torta basca (o pastel vasco o gateau basque), dolce tipico dei Paesi Baschi. Di questa torta esiste anche una variante napoletana, il pasticciotto napoletano nel ripieno del quale è presente anche dell'amarena oltre alla classica crema.
Inoltre oggi si trovano in commercio anche il pasticciotto profumato all'arancia, il pasticciotto con crema pasticcera e marmellata di amarene, il pasticciotto con crema al cioccolato e il pasticciotto nero di pasta folla al cacao con all'interno o crema gianduia o crema al cioccolato o crema pasticcera e pezzetti di cioccolato.
Derivato del pasticciotto invece è il fruttone, composto da una base di pasta frolla ripiena di pasta di mandorle fresca e marmellata (di mele cotogne nella versione classica oppure di altra frutta) e il tutto ricoperto da uno strato di cioccolato fondente. A differenza del pasticciotto, il fruttone va servito freddo. Anche del fruttone esiste la versione a torta.


Cenni storici

La prima fonte documentale che testimonia dell'esistenza del pasticciotto nella foggia corrente risale al 1707: come si scopre nell'archivio della Curia Vescovile di Nardò, nell'inventario redatto il 27 luglio 1707 in occasione della morte di Mons. Orazio Fortunato, tra le altre masserizie compaiono: «barchiglie di rame da far pasticciotto numero otto».
Trascurando quanto sopra, la tradizione invece colloca la nascita del pasticciotto nel 1745 a Galatina nella bottega pasticciera della famiglia Ascalone durante le festività di San Paolo, guaritore delle tarantate. Secondo questa versione, Nicola Ascalone si arrovellava per inventare una novità che potesse risollevare la critica situazione economica della bottega e tra una torta e un dolce si ritrovò un impasto e un po' di crema non sufficienti per cuocere un'altra torta. Decise allora di utilizzare questi resti ponendoli in un piccolo recipiente di rame facendone una piccolissima torta di crema che lui stesso definì un pasticcio. Mise ugualmente il pasticcio nel forno e lo regalò ancora caldo a un passante. I complimenti e le lodi si sprecarono. Il pasticcio risultò veramente ottimo e l'uomo ne volle qualcuno da portare in famiglia. Nacque così il "pasticciotto de Lu Scalone". Il successo fu immediato e la voce si sparse in provincia. Il pasticciotto divenne da quel giorno un dolce tipico del Salento.
La città di Lecce lo ha riconosciuto come dolce tipico leccese ed è presente nell'elenco nazionale dei prodotti agroalimentari tradizionali redatto dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali (ai sensi dell'art. 8 del D.Lgs. 30 aprile 1998, n. 173).

Curiosità

  • Oggi il termine pasticciotto è anche usato per definire un uomo dai modi pacati e un po' sovrappeso.
  • La materia grassa per l'impasto della pasta frolla deve essere rigorosamente lo strutto e non margarina o burro, in quanto all'epoca della sua nascita, alla fine del Settecento, i prodotti che venivano usati dai contadini e dalle massaie, erano quelli che si producevano in casa, uova, farina, latte, ed avendo maiali appunto lo strutto.
  • Si dice che il pasticciotto al gusto di crema al limone fosse uno dei dolci preferiti del cantante Frank Sinatra. Il fatto è citato anche in una puntata del reality Il boss delle torte.



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Wagashi

Dei wagashi


Il wagashi (和菓子) è un dolce tradizionale giapponese che viene spesso servito con il tè verde nella cerimonia del tè.
Gli ingredienti di base sono lo zucchero di canna, i fagioli azuki (o la loro pasta, chiamata anko o an) e la farina di riso o di grano, nonché il kudzu o l'agar-agar per le gelatine.
Il wagashi è tipicamente prodotto con ingredienti (specialmente piante) naturali.
Generalmente, i dolci che furono introdotti dall'est dopo il Rinnovamento Meiji (1868) non sono considerati wagashi.


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Torta degli addobbi

Torta di riso.jpg


La torta degli addobbi (detta più semplicemente torta di riso) è un tipico dolce che appartiene alla tradizione culinaria bolognese. Veniva tradizionalmente preparato durante la "Festa degli addobbi", festa istituita fin dal XVII secolo per il decennale di una parrocchia in cui era uso esporre alle finestre, in segno di festa, dei drappi colorati. In tale occasione le case dei parrocchiani erano aperte alle visite di vicini e conoscenti e agli ospiti si offriva questa torta. Si preparava allora la "torta di riso" che veniva offerta tagliata in piccoli rombi, ciascuno sormontato da uno stuzzicadenti. Negli Addobbi o Corpus Domini "si portava in processione l'immagine del Corpus Domini: questa festa veniva celebrata ogni 10 anni nelle parrocchie in città, mentre in campagna ogni paese veniva diviso in 4 quartieri e ogni quartiere festeggiava una volta ogni 4 anni, a rotazione" (Babette, in "La cucina della Prateria bolognese")


Ricetta

(Depositata alla Camera di Commercio dell'Accademia italiana della cucina di "Bologna dei Bentivoglio" il 14 dicembre 2005)

Ingredienti

  • 1 litro di latte
  • 300 g di riso
  • 100 g di zucchero caramellato
  • 150 g di zucchero vanigliato
  • 4 tuorli d'uovo
  • 2 uova intere
  • 250 g di mandorle
  • 100 g di cedro candito
  • un bicchierino di liquore mandorla amara, cannella, chiodi di garofano
  • buccia grattata di un limone
  • pizzico di sale
  • facoltativo: 4-6 amaretti


Far bollire il latte, aggiungere il riso, la scorza grattata di limone, il pizzico di sale, lo zucchero vanigliato. Far cuocere il riso facendo assorbire quasi completamente il latte. Far raffreddare in una terrina il riso per far assorbire il latte rimasto dalla cottura. Nel frattempo sbattere le uova con lo zucchero caramellato (si può montare a neve l'albume a parte), incorporate le mandorle tritate, il cedro candito tagliato a cerchietti (per chi usa gli amaretti aggiungerli frantumati finemente); amalgamare il tutto con il liquore di mandorle amare. Mettere tutto in uno stampo imburrato e spolverato con pan grattato; l'impasto deve essere di 3-4 cm. Cuocere in forno scaldato a 180° per 20 minuti, poi abbassare a 150° e cuocere per altri 40-45 minuti. Come si forma una crosticina bionda e croccante togliere dal forno, lasciare intiepidire e bagnare con liquore dopo aver fatto dei forellini con uno stecchino. Togliere dalla teglia, tagliare la torta rigorosamente a losanghe e servirla.


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Babka

Babka, Múnich, Alemania, 2013-04-01, DD 01.JPG


La babka, o bobka, conosciuta anche come baba, è una torta lievitata.


Versione cristiana

La babka è una torta spugnosa, dall'impasto simile a quello delle brioche, prodotta soprattutto nell'Europa orientale. Di solito non ha alcun ripieno, ma viene ricoperta con una glassa alla vaniglia o al cioccolato e decorata con mandorle o frutta candita, o anche con l'aggiunta di rum.
Viene preparata tradizionalmente per la domenica di Pasqua in Polonia, Bulgaria, Macedonia, Albania e Ucraina e per le principali festività (Natale, Pasqua, Capodanno, Pentecoste) in Romania.


Versione ebraica

Un'altra versione della babka è associata alla tradizione della Pasqua dell'ebraismo est europeo. Questa babka viene realizzata con due strati intrecciati di pasta, e cucinata in una teglia alta da pane. Invece della frutta, in questo caso l'impasto può contenere cannella o cioccolato. La babka viene di solito riempita con la streusel. Un dolce simile chiamato kokosh è altrettanto famoso nella pasticceria ebraica. Anche il kokosh ha le varianti con cannella o cioccolato, ma è più basso e largo della babka, e non viene né intrecciato né riempito con la streusel.
Babka di questo tipo sono diventate popolari nelle città dell'America del Nord con una numerosa presenza ebraica, fra cui Montréal, New York, Chicago, Miami e Toronto.
C'è inoltre una variante ebraica dell'Est Europa che viene preparata durante la Pasqua ebraica al posto del pane. In genere questa versione non è dolce e viene cucinata con pane azzimo sbriciolato, uova e sale. Alcuni ebrei polacchi chiamano delle frittelle simili ai pancake, fatte con questi ingredienti, bubbeleh, nome simile a babka.


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Torta Barozzi

Torta Barozzi.jpg




«...Si presenta come una piccola zolla di terra e come una zolla si sbriciola... È un incantevole mistero fatto di mille aromi che confondono il palato in una sinfonia di dolcezza... »
(Michele Serra)


Storia

Venne creata, col nome di "torta nera", alla fine del XIX secolo da Eugenio Gollini, il quale nel 1887 aveva aperto una pasticceria nel cuore della cittadina modenese.
Si racconta che Gollini amasse sperimentare dolci complessi, perfezionando le sue creazioni di giorno in giorno. Finalmente la Torta nera venne definita nella sua attuale ricetta, divenendo nel giro di poco tempo uno dei simboli di Vignola, come la Rocca o il Palazzo Boncompagni. La Pasticceria iniziò ad essere frequentata non solamente dai vignolesi, ma anche da persone venute da fuori per assaggiare la famosa torta.
Nel 1907, durante il quarto centenario della nascita di Jacopo Barozzi, detto "il Vignola", venne ribattezzata in "Pasta Barozzi", che divenne in seguito "Torta Barozzi".


Marchio

Nel 1948 il nome della "Torta Barozzi" venne tutelato da Eugenio Gollini, omonimo nipote dell’inventore, che ne registrò il nome ed il marchio, regolarmente rinnovato ogni vent’anni. Per la storia del prodotto, e per quest’ultimo motivo, più che di dolce tradizionale, si può parlare di “dolce storico” di Vignola, pur essendo una delle ricette più comunemente imitate nelle case di tutta la zona del modenese.


Fama

L’originalità della ricetta consiste in una sapiente proporzione di arachidi (l’ingrediente principale della torta), mandorle, cacao e caffè, anche se gli esatti quantitativi ed il preciso metodo di preparazione rimangono tutt’oggi un segreto custodito gelosamente dagli eredi di Gollini.
Il nome della torta è andato rapidamente diffondendosi in tutta la provincia e anche in buona parte della regione. Numerose sono le famiglie modenesi che vantano di essere in possesso di ricette, anch’esse rigorosamente "segrete", più o meno simili all'originale Torta Barozzi. Anche le pasticcerie di quasi tutta la zona generalmente vendono preparazioni molto simili, ma mai esattamente identiche, vendute solitamente come "torta TIPO Barozzi", per ovvi motivi di marchio, e lo stesso avviene anche nei ristoranti. Negli ultimi anni anche le gelaterie hanno incominciato a produrre il gusto "torta Barozzi".
Nel film TV Solo desserts, girato nel 2004 dal regista inglese Kevin Connor, il protagonista è un cuoco del Bronx, di origine italiana, che partecipa ad una gara di cucina per salvare la pasticceria di famiglia. Vincerà grazie alla sua preparazione della torta Barozzi e alla fiducia in sé stesso.


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