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La torta di compleanno decorata da una donna autistica diventata virale sul web



Quante volte siamo andati in pasticceria per ordinare una torta e poi siamo rimasti delusi quando l'abbiamo portata a casa.
Ma questa volta, questa storia ha un senso diverso. Lisa Sarber Aldrich, anziché rispedire al mittente una torta di compleanno con le scritte disordinate, ha sorriso alla donna che le aveva confezionato il dolce, contribuendo senza saperlo a regalare una soddisfazione alla dipendente che aveva superato il suo autismo per realizzarla.
La foto del dolce, diventata subito virale, è stata condivisa su Facebook da Lisa, che ha raccontato quanto le era accaduto in mattinata. Dopo essersi recata in un negozio del Michigan scelse una torta di compleanno e chiese a una donna che pensava lavorasse lì di decorarla. Una volta scoperto il risultato non si è preoccupata per la scritta disordinata e si è incamminata verso l'uscita. Solo quando stava andando via qualcuno l’ha fermata per dirle che la donna che le aveva decorato la torta era affetta da autismo e generalmente non le veniva permesso di svolgere quella mansione. L’hanno ringraziata per la sua cortesia e per non aver rifiutato il dolce. Una storia che Lisa ha voluto condividere sui social: “Credo che la morale sia che la gentilezza è importante”.


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La riminese Balacchi campionessa di pasticceria giudice di una gara mondiale gelato



È l’unica donna mai diventata campione del mondo di pasticceria, titolo conquistato a Rimini durante Sigep 2012, la grande manifestazione internazionale su gelato, dolci e arte bianca organizzata ogni anno a Rimini Fiera. Dal suo locale di Villa Verrucchio, “Cantina della Gea”, Sonia Balacchi è sbarcata a Shangai chiamata dalla più importante fiera alimentare cinese “Food Hotel Cina”.
Insieme allo chef stellato torinese Marcello Trentini e al cinese Wu Ying Sheng, è uno dei tre giudici della prima edizione della “Marco Polo Cup International Gelato Cup” (10-11-13 novembre), evento interamente dedicato all’eccellenza della gastronomia italiana più diffusa al mondo: il gelato. Il contest, giocato sul tema “East meets West”, vede in competizione 5 team nazionali: Cina, Italia, Germania, Polonia, Taiwan. Ognuno di loro deve presentare ai giurati e con solo qualche ora di tempo a disposizione, una scultura di ghiaccio, una torta gelato, un entrèe di gelato gastronomico e una coppa gelato decorata. Un sfida tra gusto e creatività a cui partecipano grandi e affermati professionisti come il campione del mondo di gelateria Filippo Novelli e il campione del mondo di sculture di ghiaccio Francesco Falasconi. Obiettivo eleggere la prima squadra campione del mondo nella “Marco Polo Cup International Gelato Cup”.
“Oggi il gelato italiano, gelato è una parola che nessuno traduce dalla nostra lingua, è un termine internazionale che contraddistingue un prodotto sempre e solo artigianale e figlio del nostro Paese, è sempre più richiesto e diffuso in tutta la Cina – spiega Sonia Balacchi – essere scelta per un ruolo importante come quello di giudice, non è solo un soddisfazione personale, il riconoscimento della qualità del proprio lavoro ma un’opportunità per comunicare e promuovere un nostro grande prodotto e i grandi artigiani che lo creano in un Paese con un mercato vastissimo e sempre in crescita”.
“Non posso nascondere anche l’emozione dell’essere passata dall’altra parte della barricata. Sono diventata campione del mondo grazie alla decisione di maestri come Iginio Massari e Roberto Rinaldini e oggi sono invece chiamata a svolgere questo difficile ruolo”, conclude la pastry queen riminese.
E Sonia Balacchi le sue creazioni di dolci e gelati le offre ogni giorno nel suo locale di Villa Verrucchio, “la Cantina della Gea”. Un format innovativo dove la tavola di Romagna si sposa con l’alta pasticceria e gelateria. Le sue ricette preferite sono una ganache fondente caffè, sambuca e zabaione e una truffe con camicia in cioccolato bianco, con cui ha ottenuto nel 2009 il suo primo riconoscimento in una grande manifestazione (Dolcemente Prato).

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Alle Stelline i campioni della pasticceria




Com'è triste Venezia, com'è dolce Milano. Ci vorrebbe l'inimitabile voce di Aznavour per salutare la due giorni (19 e 20 settembre) di Sweety of Milano, al Palazzo delle Stelline in corso Magenta: la migliore pasticceria d'Italia e la più grande del mondo, aperta al pubblico, con oltre 20 professionisti italiani di nome eccelso a preparare meraviglie per il palato e a insegnare nelle masterclass come nascono le loro creazioni. Sweety nasce da un'idea della vulcanica Carla Icardi, direttrice di «Grande Cucina» e «Il Pasticcere» (riviste edite da Italian Gourmet, che non mancano mai nei ristoranti e negli alberghi che contano).
Tra gli artigiani che rappresentano l'arte dei dolci di tutta la Penisola, c'è il milanese Davide Comaschi, campione mondiale di cioccolateria, richiamo per i golosi nella frequentatissima Pasticceria Martesana. «Porterò nella mia masterclass la pralina al cioccolato con la quale ho vinto il titolo a Parigi», dice Comaschi. «Poi il panetun-sacher, farcito di albicocche e cioccolato, per sposare il tipico dolce di Milano alla torta viennese. E anche i Martesanotti, biscottini al cioccolato che hanno schiere di estimatori. Sweety sarà un po' come i festival di Cannes o di Venezia per gli attori del cinema: un'occasione di incontro tra colleghi. E tra amici come il mio maestro, Iginio Massari, che mi ha aiutato molto nella ricerca e nella scienza del cioccolato e dei suoi abbinamenti. Una specializzazione importante, soprattutto qui a Milano, città che ama scoprire i segreti del cioccolato».
Elencare i nomi dei pasticceri ruberebbe troppo spazio: c'è tutto in Rete su www.sweetyofmilano.com, oltre alle informazioni su iscrizioni alle masterclass (fino a esaurimento posti) e ingressi (6 euro, sotto i 12 anni gratis). Dice Carla Icardi: «Parlano tutti di alta cucina, di grandi chef. Noi vogliamo portare al pubblico l'alta pasticceria, che in Italia sta crescendo nella considerazione dei gourmet, fino a ieri abituati allo strapotere della Francia. Alle Stelline ci saranno i migliori del nostro Paese, da Nord a Sud, per la prima volta insieme, a confrontarsi, a interagire con il pubblico che potrà comprare quel che esce dalle loro magiche mani».
Il dolce viaggio tra i macaron di Luigi Biasetto, il maritozzo romano di Attilio Servi, il cremoso in vetro di Carmen Vecchione, le declinazioni dello Choux di Luca Montersino, il codino d'aragosta al mascarpone di Pasquale Marigliano e altre delizie da acquolina selvaggia, prevede pure, il 19 settembre, la «ciliegina sulla torta»: la finale del concorso Panettone Day, che premia i migliori panettoni artigianali d'Italia.


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A Pescara la prima pasticceria con prodotti a base di cannabis


Da oggi anche in Italia si possono comprare (legalmente) prodotti da forno e dolciari a base di cannabis.
Succede a Montesilvano (Pescara) dove la pasticceria Adorante ha iniziato a produrre pane, dolci, focacce, cornetti, pizzette e altre specialità culinarie appunto alla cannabis.
Si tratta in realtà della cannabis sativa, un genere di pianta che appartiene alla stessa famiglia della più nota cannabis indica, ma che a differenza di quest’ultima è perfettamente legale perché contenente percentuali di Thc inferiori allo 0,2% e dunque priva di effetti psico-attivi. Gli alimenti contenenti un impasto a base di canapa sativa sono caratterizzati da un colore tendente al verde e da un leggero retrogusto amarognolo.
"I prodotti alla cannabis sono privi di glutine e sono dotati di proprietà particolari, che rinforzano il sistema immunitario e favoriscono il ricambio naturale delle cellule, rendendo al contempo più digeribili gli impasti", ha spiegato il titolare Camillo Adorante, mentre Franco Caramanico, ex consigliere regionale di Sel in Abruzzo e promotore della legge regionale 54 del 2013 che punta a creare e ad incentivare una filiera finalizzata all’utilizzo della cannabis sativa, ha aggiunto: "È una pianta che attecchisce in maniera immediata e che dunque permetterebbe di recuperare molti terreni marginali. Può essere utilizzata nel settore agroalimentare, ma anche nell’edilizia, nel tessile e nell’automotive".



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Anmitsu

Anmitsu in Isezakicho.jpg


L'anmitsu (あんみつ, raramente 餡蜜) è un dessert giapponese preparato con agar agar e fagioli azuki.

Preparazione

L'agar si scioglie nell'acqua (o nel succo di frutta, come il succo di mela) per formare la gelatina. Viene servito in una ciotola assieme ad una marmellata dolce di fagioli azuki (chiamata anko, da cui deriva l'an di anmitsu) e piselli bolliti, gyūhi e frutta mista, come fette di pesca, mikan, pezzi di ananas e ciliegie. L'anmitsu di solito viene servito con a parte dello sciroppo dolce nero chiamato mitsu (che completa il nome "anmitsu"), che viene versato sulla gelatina prima di essere mangiato. Solitamente l'anmitsu si mangia con cucchiaio e forchetta.

Varianti

Ci sono alcune varianti di questo dolce. Il mitsumame viene fatto senza la pasta di fagioli, e il mame significa che i piselli vengono serviti con lo sciroppo e l'anko. Il cream anmitsu è una variante in cui si sostituisce l'anko con una pallina di gelato al tè matcha. È comune anche usare shiratama dango per coprirlo.

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