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Biscottini di Prosto

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I biscottini di Prosto (biscotìn de Prost in dialetto) sono dei biscotti tradizionali di Prosto, frazione del comune di Piuro, in Valchiavenna.
La ricetta nasce oltre un secolo fa, quando i biscotti venivano preparati in casa in occasione delle feste, in particolare della Festa Patronale Dell'Assunta il 15 agosto. In queste occasioni i biscotti venivano cotti nell'unico forno locale: quello "Al Mulino" della famiglia Del Curto.
I biscottini richiedono, come ingredienti, farina, zucchero e soprattutto una grande quantità di burro e possono facilmente essere preparati in casa.
Benché propri del comune di Piuro, sono considerati un dolce caratteristico dell'intera Valchiavenna e solitamente chiudono il pasto nei ristoranti tipici.
Sono stati dichiarati un prodotto agroalimentare tradizionale della Lombardia.

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Biscotti salati all'anice

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I Biscotti salati all'anice (colloquialmente chiamati "Biscotti coll'anici") sono un prodotto alimentare tipico del Monte Amiata, in particolare dei comuni di Abbadia San Salvatore, Piancastagnaio, Arcidosso, Roccalbegna. Sono prodotti simili ai taralli meridionali, a base di farina, olio d'oliva, vino, lievito e semi di anice con una tipica forma a 8 intrecciato.


Cenni storici

Le origini del biscotto sono molto antiche, da ricondursi al Medioevo, infatti le materie prime semplici e facilmente reperibili lo rendevano diffuso in tutte le famiglie dei borghi. Nasce da una tradizione contadina ed è un prodotto a lunga conservazione che mantiene per molti giorni gusto e sapore.
I contadini lo portavano con loro durante la giornata ed all'occorrenza diventava un pretesto per fare una pausa e recuperare energia prima di continuare il lavoro nei campi. Il biscotto veniva usato anche per svezzare i bambini e per attenuare la necessità di mordere sempre qualcosa durante il periodo della dentizione.
Oggi, accanto ad una produzione casalinga, è assai diffusa nella zona la produzione dei forni per la rivendita del prodotto al pubblico.
La ricetta base, stabilita da un disciplinare di produzione nell'aprile del 2016, prevede l'utilizzo di farina, lievito di birra, acqua, olio extravergine d'oliva e vino bianco (prodotti nel territorio amiatino), semi di anice e sale. Peculiare è la doppia cottura, infatti dopo aver preparato l'impasto e dato ai biscotti la tipica forma a 8 vengono prima lessati in acqua bollente per pochi secondi e quindi cotti al forno.
Nella preparazione casalinga, in base alle ricette personali tramandate da generazioni, la ricetta base può prevedere alcune modifiche come l'aggiunta delle uova, o l'eliminazione di altri, come il vino . Nella maggior parte delle ricette l'impasto non viene fatto lievitare ma viene subito cotto in pentola e poi in forno, in altre versioni gli viene data la forma a 8 e poi fatto lievitare prima di cuocerlo in pentola, in altre ancora viene prima fatto lievitare e poi gli si da la forma per cuocerlo.

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Biscotti del Lagaccio

Biscotti del Lagaccio




Il biscotti del Lagaccio (in genovese bescheutti do Lagasso) sono biscotti originari del quartiere del Lagaccio, a Genova.
Questo tipo di biscotto veniva un tempo chiamato, soprattutto nell'ovadese, anche biscotto della salute (in genovese bescheutti da salûte). In realtà, si tratta di due prodotti distinti provenienti dalla medesima, antica tradizione ligure e del basso Piemonte. Mentre un tempo la principale differenza fra i due era la presenza fra gli ingredienti del Lagaccio di liquore o essenza di anice, nel corso del XX secolo i due prodotti si sono sempre più differenziati a livello merceologico e commerciale. Il Biscotto del Lagaccio si è affermato come prodotto di nicchia, più simile alla "pasticceria secca", grazie all'attività sia di produttori artigianali che di piccole aziende locali. Il Biscotto della Salute (o Biscotto Salute, nella denominazione commerciale) ha visto svilupparsi dai primi del Novecento una importante produzione industriale, con buone fortune commerciali, identificandosi, diversamente dal Lagaccio, più come fetta biscottata dolce, da prima colazione, che non come prodotto di pasticceria.


Storia

I Biscotti del Lagaccio o semplicemente "Lagacci" nacquero nel 1593 nel quartiere del Lagaccio, a Genova, nei pressi del bacino artificiale omonimo voluto da Andrea Doria, colmato negli anni sessanta, dove all'epoca un forno incominciò a produrre questo tipo di biscotti.
All'origine erano semplici fette di pane biscottate che servivano per la conservazione in barca. È molto adatto per le prime colazioni o per spuntini. Tuttora è prodotto da alcune industrie dolciarie intorno a Genova e, in generale, in Liguria e a Ovada e Voltaggio, nel basso Piemonte.


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Bicciolano





Il bicciolano è un biscotto tipico vercellese dal particolare aroma speziato. È stato incluso tra i prodotti agroalimentari tradizionali (P.A.T.) piemontesi.


Composizione

La ricetta dei bicciolani risale ai primi anni del 1800, periodo in cui Carlo Provinciale inventò dei biscotti di pasta frolla aromatizzati con una miscela di spezie.
Ingredienti:
  • farina bianca 00
  • fecola di patate
  • burro
  • zucchero
  • uova
  • spezie (diverse da versione a versione)



Abbinamenti consigliati

È un biscotto che si presta ad essere consumato in meditazione, a fine pasto. L'intensa fragranza che sprigiona lo assimila ad un prodotto di piccola pasticceria. Tra i vari vini che si possono abbinare ai bicciolani è possibile citare:
  • Alta Langa spumante rosato, vino che ben freddo, ad una temperatura di 9 °C, si accompagna a dolci da forno e a dolci a pasta lievitata.
  • Monferrato Chiaretto (o Ciaret): vino da dessert.
  • Moscato d'Asti[6]
I bicciolani sono inoltre un ottimo accompagnamento al tè.

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Baicoli

Un piatto di Baicoli


I baìcoli sono biscotti tipici di Venezia, venduti in tradizionali scatole gialle di latta. Consistono in sottili fette tagliate da un piccolo panetto allungato, lasciate accostate nella posizione originale.
Secondo alcune fonti il nome deriverebbe da quello locale del cefalo di taglia minuta. Nel Dizionario del dialetto veneziano pubblicato nel 1829, Giuseppe Boerio descrisse il baicolo come segue: “Pasta reale condita di zucchero, spugnosa, biscottata, che s'inzuppa nel caffè o simili bevande. Dicesi baicolo per similitudine, benché grossolana, alla figura dei piccolissimi cefali, chiamati appunto Baicoli”.
Tali biscotti hanno la caratteristica di conservare a lungo la fragranza quando sono conservati opportunamente in scatole di latta, pertanto potevano essere portati in mare e consumati durante i lunghi viaggi delle navi veneziane.
Tradizionalmente, essendo molto secchi, erano serviti con caffè e zabaione nei quali potevano essere intinti.
La preparazione, che è lunga e laboriosa, prevede due momenti di lievitazione e una doppia cottura in forno.

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Africani (biscotti)

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Gli africani sono dei biscotti a base di tuorli d'uovo e zucchero tipici della città di Galatina.
In origine, venivano regalati in occasioni particolari, attualmente è possibile trovarli in tutte le pasticcerie del Salento.
Usati fin dal secolo scorso come alimento energetico, sono chiamati anche "Dita degli Apostoli" per la loro forma affusolata.

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